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La TV cinese avverte: il servizio di localizzazione di iOS 7 un rischio la sicurezza del paese

Written By Unknown on Sabtu, 12 Juli 2014 | 17.25

CCTV, ovvero China Central Television, è la più importante e seguita emittente televisiva della Cina, con uno share che si aggira intorno al 45% dei ben 1,2 miliardi di utenti televisivi presenti sul territorio nazionale, sebbene questa sia una stima ancora cautelativa visto che risale al 2007. Si può dunque concludere che centinaia di milioni di utenti cinesi abbiano ascoltato la notizia diffusa nelle ultime ore, ovvero che i servizi di localizzazione offerti con iOS 7 possono mettere a rischio la sicurezza nazionale.

Prima cerchiamo di capire a cosa l'emittente faceva riferimento, prendendo spunto da Dailytech: in buona sostanza il servizio di localizzazione può suggerire, ad esempio, che ci vorranno circa 30 minuti per arrivare a casa, in considerazione del traffico segnalato. Si tratta di un esempio che va a includere dove si trova l'utente, dove è probabile che andrà e ciò che succede fra le due posizioni, al fine di dare indicazioni utili.

Secondo l'emittente però esiste il pericolo che, in caso questi dati fossero intercettati da malintenzionati, possa essere messa a rischio nientemeno che la sicurezza nazionale, se ad essere spiato fosse ad esempio un importante rappresentante delle istituzioni. La fonte, che è statunitense, sottolinea il fatto che Apple ha più volte specificato di tenere questi dati solo sui terminali e non sui propri server, per dimostrare che l'allarme lanciato dall'emittente cinese possa essere più che altro un modo per mettere in cattiva luce il marchio.

Se la questione del dove siano effettivamente tenuti i dati può essere ritenuta marginale (dopo PRISM ogni dichiarazione ufficiale delle aziende riguardante i dati può suonare ridicola), ci appare sensato ritenere la mossa della CCTV come l'ennesimo braccio di ferro USA-Cina, portato avanti a colpi bassi in entrambe le direzioni.

Anche Android ha un servizio analogo, ma il fatto che sia installato su dispositivi di diversi marchi (molti dei quali asiatici) gli fa perdere quel senso di 100% USA che invece contraddistingue Apple. Di Android però non si è fatto cenno, motivo per cui a nostro avviso la questione va ricondotta alle solite scaramucce USA-Cina, più che a un problema reale.


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Studio: Twitch esempio perfetto di come le console di gioco possono andare oltre il gaming

Le console di gioco sono dotate di potenza di calcolo nettamente superiore rispetto alle smart TV o alle piattaforme come Apple TV. E questo può consentire agli sviluppatori di integrare esperienze di streaming profonde e maggiormente coinvolgenti.

È quanto emerge da un recente studio commissionato da BI Intelligence, che mostra come le console di gioco si inseriscono nello scenario dello streaming. Le console rappresentano più della metà dei dispositivi utilizzati per lo streaming e sono utilizzate da un pubblico crescente per condividere contenuti digitali.

Twitch, che Google sta per acquisire per un miliardo di dollari, è un facile esempio di applicazione che fa uso delle funzionalità messe a disposizione dalle console. Consente, infatti, agli utenti di Xbox 360, Xbox One e PS4 di guardare o trasmettere in diretta video di gameplay, un fenomeno in rapida diffusione che segna ormai un trending topic importante nel panorama videoludico attuale.

Secondo i dati di Qwilt, una società che si occupa di analisi del traffico relativo ai siti di streaming, Twitch è il sito più frequentato negli Stati Uniti all'interno della sua categoria. Come potete vedere nel grafico riportato in questa pagina, più del 43% del traffico sui siti di streaming riguarda Twitch.

Lo studio di BI Intelligence rimarca, inoltre, come la metà delle famiglie americane possieda già almeno una console per i videogiochi, mentre un terzo di queste famiglie utilizza le console per guardare contenuti online e televisivi. Ciò significa che circa 19 milioni di famiglie americane utilizzano le console come dispositivi per lo streaming della TV e di altri contenuti analoghi.

Le console per i videogiochi sono, inoltre, il dispositivo più diffuso tra quelli che consentono di vedere e trasmettere contenuti in streaming, attestandosi al 54% fra tutti i dispositivi di streaming utilizzati dalle famiglie americane. Seguono le smart TV connesse a internet al 38%, mentre i servizi di streaming dedicati come Apple TV e Roku sono ancora una minoranza, posizionandosi solo all'8%.

L'uso di console di gioco come dispositivi di streaming, inoltre, non è limitato ai più giovani. Questo tipo di attività risulta nettamente più popolare presso gli adulti, piuttosto che fra gli adolescenti o i ventenni.


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Lo distoglieva da Assassin's Creed 3: padre uccide figlia di un mese

Ne avrà di tempo per meditare Mark Sandland, il padre che nel mese di novembre del 2012 aveva ucciso la propria figlioletta di sole cinque settimane perché lo disturbava durante una sessione di gioco ad Assassin's Creed 3. L'omicida ha ricevuto una pena di otto anni (per via di alcune attenuanti), da scontare per metà in prigione.

Mark Sandland, uccide figlia perché frustrato da Assassin's Creed 3

Secondo la ricostruzione ottenuta dalle indagini, Sandland avrebbe scosso più volte la figlia, Aimee-Rose, dopo un improvviso scatto d'ira. La colpa della bambina era quella di strillare distogliendo il genitore dalla sua console domestica, già frustrato da una sessione di gioco che probabilmente non procedeva nel migliore dei modi.

"Frustrato per via del gioco e con le urla di Aimee-Rose, hai perso il temperamento e l'hai assalita, stringendole il torace e scuotendola violentemente", ha concluso il giudice Sweeney durante la sentenza che dichiarava la colpevolezza del genitore. "Anche se non riusciamo a capire dettagliatamente quello che hai fatto, le ferite sul corpo di Aimee-Rose parlano chiaro".

Secondo le sue parole, Sandland sarebbe stato colto da un attacco epilettico mentre teneva in braccio Aimee-Rose, causandole le ferite che poi le sono state fatali, fra cui ecchimosi al viso, torace, addome, fianchi e agli arti inferiori, oltre ad una serie di emorragie diffuse lungo tutto il corpo. Una storia che non ha retto sin dal principio secondo la Lewes Crown Court.

La cronologia di navigazione del telefono cellulare mostra che, sedici minuti prima della chiamata effettuata al 999 per riportare le ferite della figlia, il padre navigava in un sito web con l'obiettivo di scoprire alcuni trucchi per procedere su Assassin's Creed 3. All'arrivo dell'ambulanza Sandland appariva "in panico e ansioso", puntando la posizione in cui giaceva il corpo inerme di Aimee-Rose.

Mark Sandland, uccide figlia perché frustrato da Assassin's Creed 3

"Sono epilettico. Ho avuto un attacco e quando mi sono svegliato la bimba era sotto di me", è stato quanto specificato al team dei soccorsi. La figlia è stata subito condotta in un ospedale londinese priva di sensi, dove è deceduta quattro giorni dopo. Aimee-Rose era riuscita a risvegliarsi, ma non ce l'ha fatta per via di alcune danni riportati all'apparato respiratorio.

Sono stati parecchi i dettagli che hanno permesso al tribunale di scoprire il vero movente. Sandland ha negato, ad esempio, alcuni dettagli poi scoperti durante le indagini, nel tentativo di nascondere che poco prima dell'omicidio stesse giocando al videogioco.

Inoltre, un SMS mandato alla madre di Aimee-Rose faceva trasparire tutto il proprio disappunto nei confronti dei comportamenti della figlia: "Ha urlato per tutto il tempo da quando sei andata via", recitava il messaggio riferito ad Aimee-Rose. Secondo il consulente neurologo convocato dal tribunale, inoltre, le ferite riportate dalla bambina non potevano essere provocate da un attacco epilettico.

Per aver comunque chiamato i soccorsi, e per non essere stato un omicidio volontario, il giudice ha dato a Sandland una pena di otto anni, da scontare per metà in custodia cautelare.


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Ecco come paga il consumatore l'equo compenso

Written By Unknown on Jumat, 11 Juli 2014 | 17.25

Il dibattito sul decreto Franceschini riguardante l'equo compenso non si placa anche in virtù delle motivazioni, al limite del ridicolo,  apportate per sostenerne la bontà. Non stupisce più di tanto che a difendere con maggior forza il decreto sia la SIAE e non il Ministero del Beni Culturali, fornendo ulteriore forza a chi ipotizza una stesura condotta sotto dettatura, ma questo è un altro discorso. Due i cavalli di battaglia per sostenere la legittimità dell'equo compenso: il primo è uno stillo a gran voce che invoca un adeguamento all'Europa, che nel legislatore è privata di 26 stati lasciando solo Francia e Germania, le uniche usate per fare una media e dimostrare di conseguenza che le tasse Bondi-Franceschini italiane sono non solo accettabili, ma legittime.

Il secondo, vero piedistallo della "difesa", riguarda un assurdo di microeconomia. Il decreto, questo è innegabile, prevede l'imposizione della tassa ai produttori, e il ministro Franceschini lo dice a chiare lettere nella nota ministeriale del 20 giugno 2014:

GARANTITA LA CREATIVITÀ
"Con questo intervento si garantisce il diritto degli autori e degli artisti alla giusta remunerazione delle loro attività creative, senza gravare sui consumatori."

Sempre il Ministro, nel video dell'audizione del 7 maggio 2014, porta come esempio che "come sapete tutti, la gran parte dei tablet e degli smartphone sono a prezzo fisso", come ad esempio iPhone (sono parole sue, qui il link per sentire al minuto corretto le parole precise). Eppure i fatti sono lì sotto gli occhi di tutti, tranne di chi non vuol vedere o è stato consigliato male. Andiamo sul sito Apple e simuliamo l'acquisto di un prodotto fra quelli soggetti all'equo compenso (uno smartphone iPhone) e di una borsa per PC, miracolosamente scampata al decreto, poiché permette di trasportare potenzialmente un dispositivo che potenzialmente può essere usato per fare una copia privata).

iPhone 5s

IVA e oneri di legge inclusi. Non viene indicato quali siano questi oneri di legge, ma è facile intuirlo. Si potrebbe però pensare che vi possa essere qualcos'altro, magari legato a particolari politiche commerciali di Apple, allora vediamo un po' se scegliendo un articolo differente, non soggetto all'equo compenso, le cose cambiano.

Pochette per iPhone 5s e borsa per MacBook Pro

Nel prezzo finale, in questo caso, è inclusa solo l'IVA. Ovviamente tutto quanto riportato può essere controllato direttamente sul sito Apple, che abbiamo scelto come esempio in quanto riporta in chiaro questi dettagli, ma ovviamente anche tutti gli altri produttori fanno ricadere l'equo compenso sull'utente finale. Scorrendo la pagina dell'acquisto fino in fondo, nelle famose righe in piccolo, si legge poi una cosa interessante:

"I prezzi comprendono la tassa sul copyright e il contributo per il riciclo, se applicabili". Tutto è scritto, basta leggere. C'è un'ultima possibilità: il nuovo decreto entra in vigore fra qualche giorno, motivo per cui saremmo davvero contenti di vedere che questi prezzi non cambieranno, confermandoci che il Ministero è davvero riuscito ad imporre ai produttori di accollarsi la tassa (che, ricordiamo, per un hard disk da 2TB esterno è di ben 20 Euro). Noi li terreno d'occhio, ma è fin evidente già da ora come stanno le cose. Ripetiamo: il Ministro è stato mal consigliato o ha firmato il decreto un po' alla leggera, a nostro giudizio (ovviamente opinabile). Resta il fatto che bastava davvero poco per non fare brutte figure.


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Bleszinski verso indie e free-to-play?

Qualche giorno fa vi abbiamo parlato del nuovo studio di sviluppo di Cliff Bleszinski e della possibilità di un imminente annuncio di una sua nuova produzione.

Il papà di Unreal e Gears of War ha rivelato che il suo nuovo studio, Boss Key, sta realizzando Blue Streak, un arena shooter sci-fi per PC, in collaborazione con l'editore Nexon. Non sono stati specificati ulteriori dettagli sul nuovo titolo in cantiere, ma CliffyB ha dichiarato che nel prossimo futuro verrà rilasciato un video di gameplay.

Si tratta del primo progetto di Bleszinski da quando ha lasciato Epic Games (con cui ha realizzato Gears of War), e in quell'occasione aveva dichiarato ai fan che si sarebbe ritirato, fino al recente annuncio della start-up Boss Key Productions a Raleigh, nella Carolina del Nord.

News

Data la sua esperienza nel genere sparatutto, non è una sorpresa che si sia rimesso in gioco con lo stesso genere per Blue Streak. Quello che non è noto è il modello di business, che probabilmente è la ragione della collaborazione con Nexon. Infatti questo editore è responsabile di diversi free-to-play per PC, come MapleStory, Vindictus e Dungeon Fighter Online; inoltre, ha una partnership con Valve per la gestione di DOTA 2 in Asia, per un giro di svariati milioni di dollari ogni anno.

Grazie alla collaborazione con Nexon, Boss Key con Blue Streak potrebbe puntare ad un pubblico globale, dunque non solo i mercati standard per i giochi tripla A (Nord America, Europa e Giappone) ma anche regioni come Brasile, India, Russia e Cina, paesi che stanno rapidamente adottando i giochi free-to-play per PC rispetto alle console tradizionale o titoli a pagamento. Il titolo free-to-play per PC più giocato lo scorso anno è stato lo sparattutto online cinese Crossfire, che ha generato quasi 1 miliardo di dollari di fatturato. League of Legends è arrivato secondo, con circa 625 milioni dollari.


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Fornitore di Samsung assume dipendenti minorenni: contestati i report della società

Giungono notizie discordanti a riguardo delle pratiche di assunzione di alcuni fornitori Samsung: quelle ufficiali sono naturalmente le più edulcorate nei confronti della società e vengono riportate sul Sustainability Report del 2014 rilasciato pochi giorni fa, mentre China Labor Watch rivela dettagli poco confortanti e che di certo non farebbero onore a nessuna azienda.

Samsung, lavoro minorile in stabilimenti di fornitori

All'interno del Sustainability Report di Samsung è possibile leggere alcune pratiche scorrette operate dalle catene di fornitura di Samsung. Quello che non c'è scritto, e che rivela il gruppo attivista per i diritti dei lavoratori cinesi, è che nello stabilimento di Shinyang Electronics in Dongguan sono stati avvistati molti casi di lavoro minorile. Secondo CLW, il documento di Samsung rappresenta solo un mero sforzo pubblicitario "che non ha nessun valore per i lavoratori".

Li Qiang, presidente esecutivo del gruppo attivista no-profit, descrive le procedure di controllo di Samsung come del tutto inefficaci. CLW ha effettuato dei controlli nello stabilimento citato poco sopra, riscontrando molti "bambini assunti senza un regolare contratto", pagati per 10 ore lavorative al giorno quando in realtà ne effettuavano qualcuna in più.

Samsung ha già risposto all'accuse, dichiarando che provvederà ad organizzare urgentemente indagini più appropriate, con l'obiettivo di prendere severi provvedimenti qualora fossero riscontrate violazioni delle leggi. La compagnia fa notare che il 90% delle componenti dei propri dispositivi viene prodotto all'interno di stabilimenti proprietari, in cui "può fornire direttamente condizioni di lavoro estremamente favorevoli".

Le illecite pratiche della fabbrica di Dongguan venivano riportate pochi giorni prima dal Guangzhou Daily, che sottolineava l'enorme portata del fenomeno all'interno della struttura. Alla sua base troviamo un abuso di documenti falsificati, con cui i minorenni "ingannerebbero" il direttore della stessa azienda per poter lavorare al suo interno. Giustificazioni che non valgono, tuttavia, per le altre pratiche illecite di cui si fa abuso alla Shinyang Electronics, come straordinari non pagati e la mancanza di assicurazione sociale.

Le pratiche descritte dalla CLW e dalla pubblicazione cinese riflettono in maniera sostanziale il mondo del lavoro nel paese orientale. Lo stesso fenomeno lo abbiamo visto in passato con Foxconn (fornitore per molte multinazionali del settore tecnologico, fra cui Apple, Nokia e la stessa Samsung), in cui anni fa veniva riportato un grosso scandalo relativo alle tendenze suicide nelle strutture della società.

Le grosse compagnie che richiedono le forniture in Cina, consapevoli delle pratiche scorrette, hanno cercato di mostrarsi il più attive e trasparenti possibile sull'argomento, ma arginare un fenomeno di così ampia portata si sta rivelando un compito molto più arduo del previsto.


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Microsoft: nessun cambio di programma, unità retail di Xbox One saranno development kit

Written By Unknown on Kamis, 10 Juli 2014 | 17.25

Secondo quanto aveva riportato nei giorni scorsi Digital Spy, Microsoft sarebbe stata in procinto di annunciare la rinuncia a una feature precedentemente comunicata agli acquirenti di Xbox One: ovvero che ogni singola unità retail della console next-gen sarebbe stata anche un development kit.

Xbox One

Il sito in questione sosteneva di aver appreso l'informazione da Martin Fuller dell'Xbox Advanced Technology Group. Insomma, se vero, questo rappresenterebbe l'ennesimo cambio di strategia per Xbox One. I continui passi indietro di Microsoft a proposito della sua ultima console hanno scatenato tantissime polemiche sulla rete, proprio perché la compagnia di Redmond palesa insicurezza sulla sua strategia videoludica a lungo termine, disorientando coloro che hanno già acquistato Xbox One e anche chi aveva fatto un pensiero circa l'acquisto nel futuro.

Ma tramite Cvg, Microsoft smentisce questo cambiamento di programma, ribadendo che in un non meglio specificato futuro ciascuna Xbox One potrà essere utilizzata come development kit: "Quanto è stato detto da Fuller è inesatto. Rimaniamo impegnati a garantire le migliori soluzioni possibili per gli sviluppatori e gli appasionati di sviluppo di videogiochi per Xbox One. Condivideremo maggiori dettagli in un secondo momento", è il comunicato Microsoft ufficiale così come pubblicato da Cvg.

"Sin dalle prime fasi della progettazione di Xbox One abbiamo avuto l'idea di rendere ciascuna unità retail di Xbox One anche un development kit", aveva invece detto Fuller secondo quanto riportato da Digital Spy. "Alla fine, anche se questo era un obiettivo molto ammirevole, non si è concretizzato. Anche se non posso dirvi esattamente perché non è stato possibile applicare quel piano".

Secondo quanto diceva Microsoft nel luglio del 2013, ciascun utente di Xbox One sarebbe stato anche un "autore" di contenuti, proprio perché tutte le unità della console si sarebbero prima o poi trasformate in strumenti per la creazione di giochi. Secondo questi piani, gli utenti dotati della console e anche non particolarmente abili nella programmazione, possono creare videogiochi senza servirsi di strumenti esterni alla console stessa. Microsoft poi detto che questa funzione non sarebbe stata disponibile al lancio, ma che sarebbe stata implementata tramite un aggiornamento gratuito del software.

Il tutto si sarebbe sposato con il programma ID@Xbox, con il quale Microsoft vuole aiutare gli sviluppatori indipendenti a creare i loro giochi e a pubblicarli autonomamente su Xbox Live.


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Windows Phone 7.8: il supporto Mainstream cesserà a settembre

Sul sito ufficiale di Microsoft si legge che il supporto Mainstream di Windows Phone 7.8 cesserà il prossimo 9 settembre, data in cui si passerà al supporto Extended, che durerà per i successivi 5 anni dal cambiamento. Il sistema operativo mobile non ha ricevuto alcune nuove feature dal rilascio di Windows Phone 8, e dubitiamo che ne verranno introdotte nel prossimo futuro.

Windows Phone 7.8

"Il supporto Extended dura 5 anni e include aggiornamenti della sicurezza senza costi aggiuntivi e supporto hotfix a pagamento", scrive la società nella pagina di supporto. "Inoltre, Microsoft non accetta richieste di modifica del prodotto o di nuove funzionalità durante la fase di supporto Extended". In altre parole, dal prossimo 9 settembre, gli utenti di Windows Phone 7.8 potranno scaricare solo aggiornamenti di sicurezza e bugfix, ma non potranno più venire introdotte nuove funzionalità.

Una novità che farà storcere il naso agli utenti di smartphone Windows Phone 7. Molti dispositivi, infatti, non hanno ricevuto l'aggiornamento alla successiva major release per via dei requisiti hardware di quest'ultima, ottenendo invece una versione intermedia (la 7.8) con alcune delle caratteristiche di design del più recente aggiornamento. La cessazione del servizio Mainstream impedirà a questi dispositivi di aggiornarsi con nuove funzionalità (come già lasciava intuire Microsoft da tempo), venendo sostanzialmente abbandonati ad un lento oblio.

Gli smartphone che adottano Windows Phone 7.8 saranno comunque perfettamente utilizzabili in quanto Microsoft continuerà a rilasciare puntualmente gli aggiornamenti di sicurezza necessari. Tuttavia, dal punto di vista delle funzionalità questi dispositivi si troveranno enormemente indietro rispetto, ad esempio, ai prodotti Windows Phone 8.1, release con cui la piattaforma mobile di Redmond ha acquisito la piena maturazione.


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pdfFactory

scheda aggiornata 1 ora fa

pdfFactory è un'utility che consente la creazione di files in formato pdf. Il formato pdf è in pratica una "copia video di un foglio stampato". Caratteristica fondamentale dei pdf è la dimensione stremamente ridotta, ciò li rende estremamente adatti all' invio via email e alla pubblicazione sul web.

Tra tutte le utility disponibili, pdf Factory è forse la più semplice da utilizzare.


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Consegne dispositivi 2014: su smartphone e tablet, ancora giù PC

Written By Unknown on Rabu, 09 Juli 2014 | 17.25

Le consegne globali combinate di dispositiv PC, tablet, ultramobile e telefoni cellulari raggiungeranno i 2,4 miliardi di unità nel 2014, con una lieve crescita del 4,2% rispetto al 2013. Ranjit Atwal, research director per Gartner che ha curato l'analisi, commenta: "Il 2014 sarà segnato da una relativa ripresa del mercato PC globale".

Dopo una flessione del 9,5% nel corso del 2013 il mercato globale PC (desktop, notebook e ultramobile premium) sembra destinato a contrarsi solo del 2,9% nel 2014. "Gli aggiornamenti business da Windows XP ed il ciclo di sostituzione delle realtà aziendali ammorbidirà il trend in discesa, specialmente nell'Europa Occidentale. Quest'anno anticipiamo quasi 60 milioni di sostituzioni di PC nell'area professional nei mercati maturi". Il tradizionale mercato PC (desktop e notebook) seguirà lo stesso trend in discesa con contrazioni del 6,7% nel 2014 e del 5,3% nel 2015.

Come con qualsiasi dispositivo, l'adozione passa attraverso le fasi di early e late adopter: i tablet si stanno spostando verso quest'ultima fase specie nei mercati maturi. Gartner stima un relativo rallentamento nella vendita dei sistemi tablet nel 2014 che cresceranno "solamente" del 23,9% rispetto allo scorso anno. L'inferiore domanda da parte degli utenti per i tablet con schermi di dimensioni più contenute, alcuni a favore degli schermi di grande dimensione, nei mercati maturi e lo spostamento verso i phablet nel sud-est asiatico sta rallentando la penetrazione globale dei tablet. "La prossima ondata di adozione sarà trainata da prezzi pià bassi invece che da funzionalità superiori" ha osservato Atwal.

Le vendite di telefoni cellulari raggiungeranno gli 1,9 miliardi di unità nel 2014, con una crescita del 3,1% rispetto allo scorso anno. Gli smartphone, che già lo scorso anno hanno superato il resto del mercato, continueranno a mostrare buoni risultati con le stime di Gartner che affermano che andranno a costituire l'88% della vendita di telefoni cellulari entro il 2018, crescendo dal 66% previsto per l'anno in corso. Per quanto riguarda i sistemi operativi, Android e iOS guidano la crescita con un +30% e +15% rispettivamente.

"Ci aspettiamo che l'annuncio del nuovo iPhone 6 attrarrà la domanda di utenti che desiderano uno schermo di maggiori dimensioni. I dispositivi Windows Phone mostreranno una forte crescita a partire da una bassa base nel 2014, e sono destinati a raggiungere il 10% del mercato entro il 2018, rispetto al 4% previsto per l'anno in corso" ha concluso Annette Zimmerman, research director per Gartner.


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