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La casa d'infanzia di Steve Jobs diventa patrimonio storico

Written By Unknown on Minggu, 03 November 2013 | 17.25

I commissari sono stati unanimi nel loro assenso durante l'audizione occorsa lunedì sera, secondo quanto riportato dal Mercury News di San Jose, nella decisione di rendere "patrimonio storico" la casa in cui è cresciuto Steve Jobs. La nuova decisione dà alla Historical Commission di Los Altos il diritto di esaminare eventuali proposte di modifica della struttura degli anni '50, con l'approvazione definitiva del Consiglio Comunale per i lavori di ristrutturazione necessari.

Casa infanzia Steve Jobs

L'attuale proprietario della casa, la sorella di Steve Jobs, Patricia, è stata consultata sulla decisione nonostante la sua approvazione non fosse richiesta per legge. Lo scorso mese Patricia Jobs aveva dichiarato al giornale che non si sarebbe opposta, anche se si era dispiaciuta del fatto di non essere stata chiamata in causa in un primo momento.

"Voglio cooperare", aveva già detto in un'intervista. "Ma voglio anche sapere cosa ci si aspetta da noi". La casa, adesso patrimonio storico, è stato l'ambiente in cui hanno preso vita i primi cento Apple I, assemblati dai fratelli Jobs e Steve Wozniak nell'ormai popolare garage. Di questi, cinquanta sono stati venduti ad un rivenditore locale, mentre gli altri furono proposti all'Homebrew Computer Club, un'organizzazione di appassionati informatici a cui facevano parte i due Steve. Apple si trasferisce a Cupertino solamente nove mesi dopo la produzione e diffusione dei primi sistemi.

"Steve Jobs è considerato un genio che ha miscelato la tecnologia e la creatività per inventare e commercializzare un prodotto che ha cambiato radicalmente molte realtà", ha scritto il commissartio Sapna Marfatia, facente parte di una Commissione evidentemente grata all'ex CEO di Apple. "La sua influenza sarà sentita da molte generazioni future."


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Monitorare le nostre abitudini non basta, Facebook pensa a nuove frontiere di marketing

Facebook studia il nostro atteggiamento sul proprio social network, e di certo non è l'unica società su internet a farlo. Il colosso creato da Mark Zuckerberg analizza i nostri "mi piace", i commenti che scriviamo e i click sulle pagine in modo da inviarci pubblicità mirata in base ai nostri gusti.

Tuttavia, il monitoraggio dei nostri atteggiamenti potrebbe non bastare e, molto presto, la stessa Facebook potrebbe analizzare anche gli spostamenti del cursore del mouse sullo schermo. Ken Rudin, responsabile capo del settore analitico di Facebook, ha dichiarato al Wall Street Journal che la società sta testando diverse nuove misure volte a rendere ancora più efficiente il monitoraggio delle attitudini di un singolo utente.

Fra queste, si pensa ad un nuovo metodo che calcola il periodo di tempo in cui un utente lascia il cursore su uno specifico banner prima di cliccare su di esso, o di selezionare altri contenuti, valutando al tempo stesso la presenza di altri elementi sullo schermo, o fuori dalla pagina. I nuovi dati raccolti con questi metodi potrebbero aiutare Facebook a creare banner pubblicitari ancora più specifici e coinvolgenti per i singoli utenti.

Il WSJ fa notare che questo tipo di monitoraggio non è certo raro su internet, ma almeno fino ad ora Facebook non aveva utilizzato sistemi così capillari. Siti come Shutterstock, ad esempio, valutano per quanto tempo gli utenti lasciano il cursore del mouse sopra un'immagine prima di decidere di acquistare l'articolo relativo.

Una volta completata la fase di test dei nuovi metodi di tracciamento, Facebook saprà entro pochi mesi se abbia senso incorporare il nuovo sistema all'interno del servizio e, di conseguenza, implementarlo di base per tutti gli utenti iscritti all'immenso social network.


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DICE: il Battlescreen non è un'idea passeggera

Il creative director di DICE, Lars Gustavsson, ha dichiarato che l'impiego di dispositivi mobile come schermata di supporto non sarà una meccanica destinata ad essere accantonata in tempi brevi.. Questa tecnica permette infatti al team svedese di implementare nuove idee e di trasformarle in un tratto peculiare del proprio prodotto di punta.

Nome immagine

"Per i titoli che realizziamo in DICE non lo vedo come una funzione destinata a scomparire", ha spiegato Gustavsson. "Sono davvero felice del Battlescreen. Non dovrebbe essere un espediente, dovrebbe al contrario essere qualcosa che si lega all'esperienza di gioco. Credo che il secondo schermo, il Battlescreen, i 64 giocatori, la possibilità di essere leader della squadra, di impartire ordini e avere sempre questa visuale panoramica siano caratteristiche che arricchiscono molto l'esperienza di gioco".

L'impiego del secondo schermo potrebbe insomma diventare una vera e propria parte integrante dell'esperienza offerta in Battlefield.

"Ci siamo messi alla prova per proporre qualcosa di innovativo. Ci sono molte idee che non abbiamo ancora realizzato. Non possiamo mettere in pratica ogni cosa".

Il Battlescreen di Battlefield 4 consentirà sia ai giocatori PC che agli utenti delle console di nuova generazione di sfruttare dispositivi mobile per accedere alla Commander Mode e visualizzare una dettagliata mappa di gioco.

Su PC, Xbox 360 e PS3, Battlefield 4 è disponibile da venerdì, mentre le edizioni PS4 e Xbox One fanno parte delle rispettive line-up d'esordio.


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La casa d'infanzia di Steve Jobs diventa patrimonio storico

Written By Unknown on Sabtu, 02 November 2013 | 17.25

I commissari sono stati unanimi nel loro assenso durante l'audizione occorsa lunedì sera, secondo quanto riportato dal Mercury News di San Jose, nella decisione di rendere "patrimonio storico" la casa in cui è cresciuto Steve Jobs. La nuova decisione dà alla Historical Commission di Los Altos il diritto di esaminare eventuali proposte di modifica della struttura degli anni '50, con l'approvazione definitiva del Consiglio Comunale per i lavori di ristrutturazione necessari.

Casa infanzia Steve Jobs

L'attuale proprietario della casa, la sorella di Steve Jobs, Patricia, è stata consultata sulla decisione nonostante la sua approvazione non fosse richiesta per legge. Lo scorso mese Patricia Jobs aveva dichiarato al giornale che non si sarebbe opposta, anche se si era dispiaciuta del fatto di non essere stata chiamata in causa in un primo momento.

"Voglio cooperare", aveva già detto in un'intervista. "Ma voglio anche sapere cosa ci si aspetta da noi". La casa, adesso patrimonio storico, è stato l'ambiente in cui hanno preso vita i primi cento Apple I, assemblati dai fratelli Jobs e Steve Wozniak nell'ormai popolare garage. Di questi, cinquanta sono stati venduti ad un rivenditore locale, mentre gli altri furono proposti all'Homebrew Computer Club, un'organizzazione di appassionati informatici a cui facevano parte i due Steve. Apple si trasferisce a Cupertino solamente nove mesi dopo la produzione e diffusione dei primi sistemi.

"Steve Jobs è considerato un genio che ha miscelato la tecnologia e la creatività per inventare e commercializzare un prodotto che ha cambiato radicalmente molte realtà", ha scritto il commissartio Sapna Marfatia, facente parte di una Commissione evidentemente grata all'ex CEO di Apple. "La sua influenza sarà sentita da molte generazioni future."


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Monitorare le nostre abitudini non basta, Facebook pensa a nuove frontiere di marketing

Facebook studia il nostro atteggiamento sul proprio social network, e di certo non è l'unica società su internet a farlo. Il colosso creato da Mark Zuckerberg analizza i nostri "mi piace", i commenti che scriviamo e i click sulle pagine in modo da inviarci pubblicità mirata in base ai nostri gusti.

Tuttavia, il monitoraggio dei nostri atteggiamenti potrebbe non bastare e, molto presto, la stessa Facebook potrebbe analizzare anche gli spostamenti del cursore del mouse sullo schermo. Ken Rudin, responsabile capo del settore analitico di Facebook, ha dichiarato al Wall Street Journal che la società sta testando diverse nuove misure volte a rendere ancora più efficiente il monitoraggio delle attitudini di un singolo utente.

Fra queste, si pensa ad un nuovo metodo che calcola il periodo di tempo in cui un utente lascia il cursore su uno specifico banner prima di cliccare su di esso, o di selezionare altri contenuti, valutando al tempo stesso la presenza di altri elementi sullo schermo, o fuori dalla pagina. I nuovi dati raccolti con questi metodi potrebbero aiutare Facebook a creare banner pubblicitari ancora più specifici e coinvolgenti per i singoli utenti.

Il WSJ fa notare che questo tipo di monitoraggio non è certo raro su internet, ma almeno fino ad ora Facebook non aveva utilizzato sistemi così capillari. Siti come Shutterstock, ad esempio, valutano per quanto tempo gli utenti lasciano il cursore del mouse sopra un'immagine prima di decidere di acquistare l'articolo relativo.

Una volta completata la fase di test dei nuovi metodi di tracciamento, Facebook saprà entro pochi mesi se abbia senso incorporare il nuovo sistema all'interno del servizio e, di conseguenza, implementarlo di base per tutti gli utenti iscritti all'immenso social network.


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DICE: il Battlescreen non è un'idea passeggera

Il creative director di DICE, Lars Gustavsson, ha dichiarato che l'impiego di dispositivi mobile come schermata di supporto non sarà una meccanica destinata ad essere accantonata in tempi brevi.. Questa tecnica permette infatti al team svedese di implementare nuove idee e di trasformarle in un tratto peculiare del proprio prodotto di punta.

Nome immagine

"Per i titoli che realizziamo in DICE non lo vedo come una funzione destinata a scomparire", ha spiegato Gustavsson. "Sono davvero felice del Battlescreen. Non dovrebbe essere un espediente, dovrebbe al contrario essere qualcosa che si lega all'esperienza di gioco. Credo che il secondo schermo, il Battlescreen, i 64 giocatori, la possibilità di essere leader della squadra, di impartire ordini e avere sempre questa visuale panoramica siano caratteristiche che arricchiscono molto l'esperienza di gioco".

L'impiego del secondo schermo potrebbe insomma diventare una vera e propria parte integrante dell'esperienza offerta in Battlefield.

"Ci siamo messi alla prova per proporre qualcosa di innovativo. Ci sono molte idee che non abbiamo ancora realizzato. Non possiamo mettere in pratica ogni cosa".

Il Battlescreen di Battlefield 4 consentirà sia ai giocatori PC che agli utenti delle console di nuova generazione di sfruttare dispositivi mobile per accedere alla Commander Mode e visualizzare una dettagliata mappa di gioco.

Su PC, Xbox 360 e PS3, Battlefield 4 è disponibile da venerdì, mentre le edizioni PS4 e Xbox One fanno parte delle rispettive line-up d'esordio.


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Taglio di prezzo di PS Vita e costi di sviluppo di PS4: divisione PlayStation ancora in rosso

Written By Unknown on Jumat, 01 November 2013 | 17.25

Il taglio di prezzo di PS Vita e gli ingenti costi di sviluppo di PS4 sono alla base delle perdite della divisione PlayStation per il trimestre fiscale conclusosi lo scorso 30 settembre. È la spiegazione ufficiale della stessa Sony, la quale ha appena pubblicato i suoi risultati finanziari.

PlayStation Vita

Le vendite di PS3, PS2 e PSP sono in calo rispetto al corrispondente periodo del precedente anno fiscale, ma le perdite risultano comunque contenute grazie all'aumento delle vendite di software. Il fatturato complessivo della divisione PlayStation nel trimestre in analisi è di 1,6 miliardi di dollari, che è superiore del 5% rispetto al corrispondente dato del precedente anno fiscale.

Le vendite della divisione gaming incidono per circa il 9% sul business complessivo dell'intero gruppo Sony Corp., che invece genera molto più denaro dai settori home entratinment e dispositivi. Ma Sony Corp. sta affrontando diverse sfide, segno che gli altri suoi segmenti non rendono come in passato: ha dovuto rivedere, infatti, le sue previsioni di profitto per l'intero anno fiscale di circa il 40%, scendendo a 300 milioni di dollari.

Complessivamente, nel trimestre in analisi, Sony Corp. registra un fatturato di 18,1 miliardi di dollari, con perdite però che ammontano a 200 milioni di dollari.


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Nexus 5 finalmente ufficiale e acquistabile da oggi a 349 euro

Dopo una serie di interminabili rumors è finalmente giunta l'ora dell'annuncio ufficiale del nuovo Googlefonino, ovvero il tanto atteso Nexus 5. Ancora una volta realizzato da LG l'ultimo terminale marchiato Google e primo a portare in dote la nuova versione del sistema operativo Android, ovvero la 4.4 KitKat, prende il nome di Nexus 5, continuando di fatto la tradizione per quanto riguarda la nomenclatura dei dispositivi di mamma Google.

Il nuovo LG Nexus 5 ricorda solo vagamente nel design il precedente Nexus 4, sparisce la finitura in vetro della backcover così come la texture che ne impreziosiva il design. Linee molto più sobrie ed essenziali quindi, come del resto dettano i canoni delle attuali tendenze. Molto sottile la cornice del display, i cui bordi neri sono praticamente nulli specie nelle due zone laterali, particolare ripreso da LG G2, attuale top di gamma LG dal quale eredita anche gran parte della scheda tecnica.

Scheda tecnica che annovera tra le proprie voci un display IPS da 4,95 pollici di diagonale e dotato di risoluzione 1920x1080 pixel. Il SoC con il quale è equipaggiato il nuovo Nexus 5 è un Qualcomm Snapdragon 800 operante alla massima frequenza di 2,3 GHz, coadiuvato da 2 GB di memoria RAM e 16 o 32 GB di memoria fisica dedicata allo storage.

La batteria offre una capacità di 2300mAh e funzionalità di ricarica wireless. La fotocamera posteriore è da 8 megapixel mentre quella anteriore offre una risoluzione di soli 1.3 megapixel. Non mancano i sensori di prossimità e luminosità, oltre ad accelerometro, bussola, giroscopio e sensore di pressione. La connettività è completa e comprende, ovviamente, WiFi, Bluetooth, NFC, LTE e HDMI via Slimport.

Il prezzo per la versione con taglio di memoria da 16 GB è di 349 dollari statunitensi, per assicurarsi la versione da 32 GB sarà invece necessario un esborso di 50 dollari superiore. Per quanto riguarda il mercato italiano, al contrario di quanto accaduto con Nexus 4, il nuovo Googlefonino sembra essere già disponibile ad un prezzo di 349 euro (16GB) e 399euro (32GB).


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Risultati Apple vs Samsung: quando saper leggere le analisi di mercato diventa indispensabile

Strategy Analytics ha recentemente presentato una nuova analisi di mercato in cui riporta il grosso successo di Samsung dell'ultimo trimestre. Nell'introduzione ai documenti si legge: "Samsung ha stabilito un nuovo record per quanto riguarda spedizioni, profitti e ricavi nelle vendite durante il Q3 2013. Le consegne globali di telefoni cellulari Samsung sono cresciute del 17% rispetto all'anno scorso, e il gigante coreano ha venduto più telefoni di Nokia, Apple e LG insieme."

Samsung vs Apple, quote di mercato telefonia

Le analisi di mercato compiute da Strategy Analytics comunque riportano una situazione frammentaria e specifica solamente nei reparti in cui Samsung ha riportato risultati altisonanti. Insomma, se da una parte è vero che Samsung ha piazzato un numero incredibilmente elevato di smartphone e telefoni cellulari rispetto ai concorrenti, dall'altra da questi non è riuscita a ricavare un utile netto superiore rispetto alla singola concorrente diretta, Apple.

Ed è quanto segnalano vari blog tematici della società di Cupertino che analizzano i dati di Strategy Analytics, confrontandoli su questioni più materiali, o se vogliamo capitalistiche. Lo scorso lunedì Apple ha annunciato un utile operativo di oltre 10 miliardi di dollari, primo segnale di un leggero declino rispetto ai risultati ottenuti nello stesso periodo dell'anno scorso. Tuttavia secondo AppleInsider, che ha sollevato i primi dubbi sulle analisi di Strategy Analytics, Apple non deve lottare contro se stessa nel 2012, ma contro le altre società che occupano il settore, e in questo caso il colosso di Cupertino ha fatto registrare i risultati migliori.

AppleInsider, dati utili operativi Q3 2013

Strategy Analytics considera sia smartphone che feature phone nella sua classifica, in cui riporta che Samsung abbia venduto 120,1 milioni di terminali, contro i 64,6 milioni di Nokia, i 33,8 milioni di Apple e i 14,4 e i 12,1 milioni rispettivamente di LG e Huawei. Apple è l'unica società che riporta i dati sulle vendite reali dei propri dispositivi, mentre i competitor si affidano ai dati delle unità distribuite ai rivenditori, non avendo altra metrica affidabile come un distributore retail first party.

In questo modo si scopre che Apple, piazzando 33,8 milioni di iPhone, sia riuscita a generare un utile operativo superiore rispetto a tutti i restanti concorrenti, che hanno distribuito 211,2 milioni di dispositivi nello stesso periodo: "Strategy Analytics ancora una volta ha definito il proprio report trimestrale basandosi esclusivamente sul numero di unità vendute e le quote di mercato, senza fare menzione del fatto che la produzione di telefoni cellulari è, in realtà, un'impresa capitalista, e non un evento olimpico in cui vengono dimostrate le imprese personali", scrive AppleInsider.

"Considerato che Apple sia seduta su 147 miliardi di dollari, un vero e proprio giornalista dovrebbe chiedersi perché la società non si limiti a produrre tonnellate di telefoni per vincere la corsa alle quote di mercato, o perché Apple competa solamente con se stessa per gli utili trimestrali e, viceversa, solamente contro i concorrenti per quanto riguarda il numero delle spedizioni", continua il sito tematico. "Dopo tutto, con i costi di produzione stimati da iSuppli, Apple potrebbe produrre 100 milioni di iPhone 5C a meno di 20 miliardi di dollari e competere contro Samsung nel business del 'dare via i telefoni' in modo da rivendicare il primo posto nelle quote di mercato".

Bisogna considerare che Strategy Analytics è partner commerciale di Samsung ed è soprattutto per questo che il proprio report trimestrale ha causato alcuni dissapori da parte della stampa specializzatae tematica. Del resto ci troviamo di fronte a due modi diversi di analizzare lo stesso dato, in cui ogni società rivendica l'attendibilità delle classifiche in cui si trova in una posizione migliore.

Samsung Galaxy Y

Da una parte abbiamo Samsung regina delle quote di mercato con terminali di dubbia qualità, secondo AppleInsider (come il Galaxy Y, definito inferiore di iPhone 3G del 2008), ma dall'altra è Apple che fa registrare, periodo dopo periodo, gli utili operativi superiori. In questo caso la società di Cupertino è riuscita ad avere utili superiori rispetto a tutto il resto del settore, risultato encomiabile indubbiamente, ma ottenuto attraverso strategie di prezzo, prodotti e di marketing non condivise da gran parte dell'utenza globale.


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Trimestrale Facebook, risultati superiori alle stime degli analisti

Written By Unknown on Kamis, 31 Oktober 2013 | 17.25

Facebook ha annunciato i risultati finanziari del terzo trimestre fiscale, presentando una situazione molto solida e che supera anche le aspettative degli analisti. Il popolare social network ha infatti registrato un fatturato di 2,02 miliardi di dollari (+60% rispetto allo scorso anno) e utili di 425 milioni di dollari corrispondenti a 25 centesimi per azione e laddove lo scorso anno registrò una perdita di 59 milioni di dollari.

Le stime degli analisti avevano tratteggiato un fatturato di 1,91 miliardi di dollari e utili compresi tra i 18 e i 19 centesimi per azione. I buoni risultati mostrati da Facebook hanno permesso al titolo in borsa di crescere dell'8% nelle contrattazioni after-hours.

L'elemento che ha attratto investitori sin dal precedente trimestre è stata la forte crescita nel settore mobile che funge da riscontro di come il social network stia applicando ed eseguendo correttamente ed in maniera efficace la propria strategia. Prima della quotazione in borsa la transizione dal desktop al mobile era considerata una delle aree più deboli del popolare social network, il quale aveva costruito il proprio business attorno alle inserzioni pubblicitare mostrate accanto al news feed o al suo interno. Il mobile invece rappresentava un territorio inesplorato, e dove gli utenti si stanno dirigendo.

Durante il terzo trimestre Facebook ha però generato il 49% del suo fatturato pubblicitario dalle attività mobile, grazie a una crescita del 45% anno su anno dei suoi utenti mensili attivi sul mobile che arrivano ora a 874 milioni.

Il social network ha inoltre incrementato il numero complessivo di utenti giornalieri attivi, un altro importante parametro che rispecchia la sua salute. Nel secondo trimestre gli utenti attivi giornalieri erano 699 milioni, mentre nel trimestre attuale si registrano 728 milioni di utenti attivi al giorno. Su scala mensile si tratta di 1,19 miliardi di utenti, un volume impressionante considerando, ad esempio, che Twitter conta attualmente circa 230 milioni di utenti attivi mensili.


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