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HTC annuncia Desire 601, Desire 300 e il nuovo colore blu per One e One Mini

Written By Unknown on Selasa, 03 September 2013 | 17.25

HTC ha tolto i veli a nuovi dispositivi di fascia media e bassa. La prima sarà occupata dal nuovo Desire 601, precedentemente noto con il nome di Zara, caratterizzato da un ampio display da 4,5 pollici qHD (960x540), processore Qualcomm Snapdragon 400 dual-core da 1.4GHz e il comparto software tipico della serie One, con l'interfaccia Sense, BlinkFeed nella home, HTC Zoe e i Video Highlights.

HTC Desire 601

Sulla parte frontale aleggiano due speaker "BoomSound", mentre sul retro una fotocamera da 5 megapixel (diversamente dalla 8 megapixel segnalata dai rumor). È il primo dispositivo della serie Desire a supportare gli standard di rete 4G LTE. Il rilascio è previsto entro la fine del mese di settembre in tutta Europa.

"Negli ultimi 17 anni HTC ha sfidato il settore mobile nello sviluppare innovazioni al fine di cambiare il modo in cui le persone si approcciano ai telefoni cellulari. Adesso non solo stiamo cambiando il modo in cui la gente considera la fascia media, ma ne stiamo anche alzando il livello qualitativo a prodotti premium", ha dichiarato Peter Chou, CEO di HTC Corporation. "Siamo impegnati ad offrire i prodotti più innovativi sul mercato e la serie Desire è diventata sinonimo di qualità a prezzi accessibili. Dotato di alcune delle più avanzate funzionalità presenti su smartphone, questi telefoni cellulari rappresentano la qualità premium in una fascia di mercato più economica."

HTC Desire 300

Per quanto riguarda la fascia bassa, HTC svela Desire 300, il nuovo entry-level della società taiwanese. Il design è particolarmente simile al fratello maggiore, mentre cambia il display, da 4,3", e tutto il comparto hardware: il processore è uno Snapdragon S4 dual-core da 1GHz con 512MB di RAM. Sarà presente BlinkFeed anche in questa versione, che di fatto sostituisce il Wildfire C. Il dispositivo sarà commercializzato ad ottobre.

HTC One Blu

Dando conferma a una serie di indiscrezioni delle ultime settimane, HTC ha presentato anche una nuova colorazione per i modelli di fascia più alta. One e One Mini avranno una nuova variante in un particolare "blu vivido". HTC One è il top di gamma della società taiwanese: sul fronte hardware troviamo il SoC Qualcomm Snapdragon 600 quad-core da 1,7GHz e 2GB di RAM. Il display da 4,7" FullHD è uno dei migliori presenti su smartphone con una densità di pixel di 468PPI. Encomiabile la scelta di inserire una fotocamera da soli 4 megapixel - andando contro il trend del settore di smartphone e compatte - dotata di tecnologia UltraPixel per avere scatti migliori in condizioni di luminosità non ottimali. I due dispositivi saranno commercializzati entro la fine dell'anno in "mercati selezionati".


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Shopping estremo: Nokia è di Microsoft per 5,44 miliardi di €

La notizia stupisce, ma fino a un certo punto: Microsoft e Nokia hanno da sempre lavorato a stretto contatto una con l'altra in ambito smartphone, mettendo le basi a qualcosa di più che un semplice accordo commerciale. La posta in palio era ed è altissima, ovvero guadagnare fette di mercato in un settore con enormi potenzialità e margini di sviluppo, ben più di quello dei PC tradizionali.

Prima di tutto cerchiamo di fotografare la situazione di Microsoft e Nokia in ambito smartphone, per meglio capire cosa possa rappresentare questo accordo in prospettiva futura. Allo stato attuale, ma ricalcando quello che è il mercato smartphone da anni, chi domina sono Apple e Samsung. La prima ha fatto breccia nel cuore degli appassionati con le proprie generazioni di iPhone, portando alle masse un prodotto con un tantissime applicazioni in vantaggio su tutti, ulteriormente spinto da un brand mai così forte come in questi anni. Tutto questo nonostante il prezzo di commercializzazione non certo basso.

Samsung ha giocato subito di rincorsa, scegliendo quel cavallo vincente che va sotto il nome di Android, sistema operativo creato da Google e particolarmente apprezzato dal pubblico. Una rincorsa inizialmente lenta, ma inesorabile: allo stato attuale oltre il 70% degli smartphone monta un sistema operativo Android, e una buona fetta di questa percentuale è costituita da terminali Samsung. Basti pensare che secondo alcuni degli ultimi risutati trimestrali Samsung distribuisc circa il doppio degli smartphone di Apple. La forza del brand koreano è stata quella di proporre dispositivi per tutte le tasche, oltre a godere più o meno indirettamente della crescita vertiginosa delle app disponibili per l'universo Android.

Apple, Samsung e Google: sono queste ad oggi le stelle del settore smartphone ed è un dato indiscutibile. Bravura o fortuna nelle scelte di tempi e modi, poco importa. Appare chiaro che ad alcuni grandi nomi della tecnologia, rimasti temporaneamente all'angolo a rosicchiare briciole della ricca torta, questa situazione non vada bene e scalpitino per rivendicare il proprio diritto a essere o tornare fra i big.

Nokia è stata al numero uno per anni nel settore delle telefonia pre-smartphone, con oltre un milione di pezzi prodotti al giorno. Con l'avvento degli smartphone come fenomeno di massa non è mai stata in grado di intercettare l'apprezzamento delle masse, forse rimasta per troppo tempo fossilizzata sul proprio sistema operativo Symbian, mai divenuto sufficientemente user-friendly per il formato smartphone. Proprio per questo motivo poco più di due anni fa il produttore finlandese ha deciso, nel tentativo di salvare la baracca, di abbracciare la causa Windows Phone di Microsoft.

Microsoft, appunto: consapevole dell'importanza cruciale del mondo mobile, il colosso di Redmond ha sviluppato il proprio sistema operativo più recente con un taglio stilistico pensato proprio per questo settore. Windows Phone 8 è l'arma tardiva ma convincente con cui farsi breccia nel mondo mobile, e il carro preferenziale è sempre stato di marca Nokia. La gamma Lumia (Nokia + WP8), sta risalendo la china in un mercato in cui è veramente difficile farlo, motivo per cui serve una marcia in più, servono investimenti e, talvolta, scelte radicali.

La grande novità è giunta questa notte: Microsoft acquisisce Nokia per 5,44 miliardi di Euro, andando a fondere in una realtà unica hardware e software e potendo così contare su un unico team di sviluppo e da una unica fonte di finanziamenti. Vediamo meglio in dettaglio l'accordo.


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Sandboxie

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Sandboxie è un'utility che permette di eseguire applicazioni sul proprio PC all'interno di un'area sicura: eventuali file scaricati e modificati durante l'esecuzione di questa utility non andranno a influire sul sistema. L'utente avrà poi la facoltà di decidere se utilizzare eventuali file scaricati e modificati e solo in quel caso i dati verranno trasferiti in un'area comunemente raggiungibile del disco.


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Olympus: in arrivo anche l'ottica PRO 12-40mm F2.8?

Written By Unknown on Senin, 02 September 2013 | 17.25

Olympus: in arrivo anche l'ottica PRO 12-40mm F2.8?

"Oltre alle foto del corpo macchina trapelano anche immagini della nuova ottica kit che accompagnerà la nuova ammiraglia Olympus E-M1"

Stando ai bene informati manca solo poco più di una settimana alla presentazione ufficiale della nuova ammiraglia di casa Olympus che, seguendo il cammino intrapreso dal produttore nipponico negli ultimi anni, sarà una mirrorless e non una reflex. Abbiamo visto che alcune immagini di Olympus E-M1 sono già trapelate.

Ora ne trapelano altre, che mostrano anche un'interessante novità, l'ottica che probabilmente è quella prescelta per accompagnare il nuovo prodotto. Si tratta di un obiettivo marchiato 'PRO' e dovrebbe raccogliere l'eredità delle ottiche Zuiko professionali che hanno accompagnato reflex come Olympus E-5 ed E-3, come l'ottica kit 12-60mm F2.8-4.0. In questo caso la focale minima resta la stessa (24mm equivalente al pieno formato), quella massima si accorcia leggermente, ma l'obiettivo guadagna l'apertura costante lungo tutta l'escursione focale.


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Oltre soglia 400 milioni le vendite di tablet previste per l'anno 2017

IDC rivede leggermente al ribasso le stime di vendita di tablet per l'anno 2013, passando a 227,4 milioni di pezzi contro i 229,3 milioni inizialmente previsti. Quale il motivo di questo cambio nelle stime? Il non aver correttamente previsto l'andamento delle vendite di tablet Apple iPad registrato nel corso del secondo trimestre 2013, periodo nel quale le vendite di iPad sono state inferiori alle stime iniziali per circa 2 milioni di pezzi.

Questo non toglie che il settore dei tablet sia in forte crescita: nel 2013 si prevede che verrà venuto un volume di tablet superiore del 57,7% rispetto a quanto totalizzato lo scorso anno. Per il 2017 IDC stima che il numero complessivo di tablet venuti nei 12 mesi raggiungerà quota di 407 milioni di pezzi.

Nelle regioni mature l'incremento nelle vendite di tablet sarà sempre positivo ma ad un tasso in prospettiva sempre meno importante, a causa dell'influenza data dalla vendita di smartphone caratterizzati da display con diagonale di 5 pollici o superiore. La crescente disponibilità di questi prodotti non farà che diminuire l'incidenza dei tablet in questi mercati, fermo restando l'interesse da parte dei consumatori.

Questo viene anche confermato dal peso delle vendite di tablet nelle regioni mature rispetto a quelle in via di sviluppo. Per il 2017 si prevede che le prime incideranno su circa il 49% del totale delle vendite di tablet, contro un dato registrato nel corso del 2012 pari al 60.8%.

Andrà anche a cambiare la ripartizione delle vendite tra settore consumer e commercial: quest'ultimo vedrà aumentare il peso nel corso dei prossimi anni, passando dal 10% registrato nel corso del 2012 sino al 20% previsto per l'anno 2017. I tablet continueranno a restare un prodotto maggiormente orientato alle esigenze del pubblico consumer ma la loro diffusione in ambito professionale e d'azienda è solo destinato ad aumentare nel corso dei prossimi anni.


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Phablet, in Asia le consegne superano portatili e tablet

Il termine phablet indica i dispositivi smartphone dotati di schermo con diagonale dai 5 ai 7 pollici, una sorta di ibrido tra un telefono cellulare e un tablet. Si tratta di una categoria di prodotti che secondo quanto emerge da una recente analisi della società IDC pare che stia riscuotendo un particolare consenso in Asia: nel corso del secondo trimestre, infatti, le consegne dei phablet superano di gran lunga quelle dei tablet e dei PC portatili.

Secondo i dati divulgati dalla compagnia, nel trimestre in esame sono stati consegnati sul mercato Asia/Pacific (Giappone escluso) 25,2 milioni di phablet, contro i 12,6 milioni di tablet e i 12,7 milioni di PC portatili. Per i phablet si tratta di un balzo avanti considerevole, con una crescita del 100% su base trimestrale e del 620% rispetto allo stesso periodo del 2012.

Melissa Chau, Senior Research Manager per il gruppo Client Devices di IDC Asia/Pacific, ha commentato: "Samsung è stata la prima realtà ad avere successo con i phablet grazie al lancio di Galaxy Note nel quarto trimestre del 2011, catturando il 90% del mercato phablet. Arrivando sino al secondo trimestre del 2013, la serie Note di Samsung costituisce meno del 50%".

I mercati maturi come Corea del Sud, Hong Kong e Singapore non solo hanno guidato il trend dei phablet, ma ancora continuano a mostrare una buona crescita. Ciò che ora è cambiato è la diffusione dei phablet nei mercati emergenti come Cina e India e non solo da parte dei grandi nomi che competono con Samsung, ma anche da parte dei produttori low-cost che sono entrati sul mercato per offrire soluzioni più economiche con un prezzo medio di circa 220 dollari contro gli oltre 550 dollari per i prodotti Samsung.

Di contro la crescita dei sistemi tablet ha subito un leggero rallentamento nel corso del secondo trimestre, la cui causa è da ricercare in vari fattori, a partire da un eccesso di scorte proveniente dal primo trimestre, passando dalla stagionale attesa per il ciclo di aggiornamento di iPad per arrivare alla cannibalizzazione dei tablet da parte proprio dei phablet. Questo, in particolare, avviene nei mercati emergenti dove i consumatori non hanno la sufficiente disponibilità finanziaria per acquistare entrambi i dispositivi: i phablet sono preferiti poiché rappresentano un interessante punto di incontro tra gli smartphone e i tablet.

IDC mantiene comunque una visione positiva per tutte e tre le categorie di prodotti per il resto dell'anno. I PC portatili andranno incontro ad una crescita, grazie alla maggior disponibilità di modelli ibridi e con funzionalità touch, mentre i tablet riprenderanno vigore sulla scia del lancio dei nuovi modelli di iPad.

I phablet hanno dimostrato di essere molto di più di una moda anche se sul lungo termine, con i tablet che acquisteranno maggiori funzionalità di produttività e con l'evoluzione di nuove categorie di dispositivi come gli smart watch, la composizione del mercato dei dispositivi smart connected sarà suscettibile di continue variazioni.


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Xbox One userà tecnologia Skype per migliorare le comunicazioni tra i giocatori

Written By Unknown on Minggu, 01 September 2013 | 17.25

Microsoft sta creando Xbox One in modo che sia migliore della console che l'ha preceduta in tutti gli aspetti. Si riferisce principalmente a grafica e altre feature come Kinect, ma in secondo piano anche alla qualità delle comunicazioni tramite chat vocale.

Il portavoce Larry "Major Nelson" Hyrb ha, infatti, dimostrato sul suo blog come la voce su Xbox One risulti più nitida e più chiara rispetto alla precedente console Microsoft.

Xbox One utilizza la tecnologia audio di Skype per catturare e trasmettere le comunicazioni tra i giocatori. E questo comporta una differenza enorme come è possibile verificare anche nel seguente confronto pubblicato dallo stesso Major Nelson.

Microsoft ha dotato il nuovo controller di Xbox One di una porta dati capace di trasferire informazioni a una velocità molto superiore rispetto al controller di precedente generazione. Stando ai dati divulgati da Major Nelson, questo, congiuntamente alla tecnologia Skype, migliora la cattura dell'audio del 50% e il rendering del 300%.

Xbox One arriverà nei negozi nel mese di novembre al prezzo di 499 €. Nel bundle saranno inclusi due distinti accessori per la cattura dell'audio: l'auricolare e Kinect.


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110 core per il nuovo processore del MIT, rivolto a desktop e dispositivi mobile

Un processore da 110 core è stato sviluppato dal MIT (Massachussetts Institute of Technology) la cui tecnologia potrebbe essere inserita all'interno di sistemi desktop, così come su dispositivi mobile e server grazie all'architettura mesh volta ad ottenere la migliore efficienza energetica possibile.

Il nuovo processore, chiamato Execution Migration Machine, cerca di ridurre al minimo il traffico di dati interno al chip in modo da ottenere le migliori prestazioni possibili legate a un consumo energetico ridotto, come dichiarato da Mieszko Lis, studente post-laurea e candidato al dottorato di ricerca al MIT. Come riporta PCWorld, il progetto è stato presentato alla conferenza Hot Chips in California e si tratta di un microprocessore general purpose in fase ancora sperimentale: "Non è una tecnologia che puoi comprare per Natale", ha ironizzato Lis durante la presentazione.

Per ridurre il traffico dei dati all'interno del chip, l'intera cache del microprocessore è stata sostituita da un pool di memoria condiviso. Il processore prevede il trasferimento dei dati, riducendo il numero di cicli necessari per trasferire ed elaborare gli stessi. Un'architettura di questo tipo potrebbe essere applicata nei dispositivi mobile, ma anche all'interno di server database.

I ricercatori sostengono che le nuove tecnologie alla base del chip permettono di ridurre di 14 volte il traffico on-chip dei dati, ottenendo risultati eclatanti dal punto di vista del consumo energetico e della dissipazione del calore. In base ai primi test interni effettuati, il processore consentirebbe di avere il 25% di performance in più rispetto a prodotti della concorrenza, anche se non sono stati nominati modelli specifici per poter comprenderne le reali prestazioni.

Nonostante i maggiori produttori di processori si stiano sempre più allontanando dalla prospettiva di aggiungere sempre più core nei loro package, sembra evidente che l'iniziativa del MIT sia rivolta verso un'evoluzione sensibilmente differente. I ricercatori sono riusciti ad inserire 110 core in un package grande 10x10mm, costruito utilizzando un processo produttivo a 45nm.

Un'architettura mesh simile viene utilizzata da alcuni chip di Tilera, che possono arrivare sino a 100 core. Tuttavia Lis ha specificato che il nuovo processore non si basa sulle tecnologie di Tilera, né vuole esserne un successore.


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LG svela V960: PC all-in-one con schermo ultra-wide 21:9 da 29 pollici

Il colosso sudcoreano era entrato nel mercato dei monitor ultra-wide 21:9 lo scorso anno e notando il crescente interesse dell'utenza nei confronti di questa nuova nicchia di mercato ha realizzato un PC all-in-one con lo stesso aspect-ratio all'interno di un pannello da 29 pollici di diagonale. Questo sarà mostrato al prossimo IFA di Berlino, in cui la società mostrerà l'intera line-up di monitor 21:9, fra cui i modelli 29EA73, 29EB73 e 29MA73.

LG All-In-One 21:9

"Da quando LG ha lanciato il primo monitor con aspect ratio di 21:9 quasi un anno fa l'interesse degli utenti verso questa tipologia di display è aumentato notevolmente", ha dichiarato Hyoung-sei Park di LG Electronics. "Il PC All-In-One 21:9 UltraWide solidifica la reputazione di LG all'interno del nuovo segmento in espansione dei prodotti UltraWide."

All'interno della scocca del nuovo All-In-One troviamo l'atipico display da 29" e una GPU Nvidia Geforce GT640M chiamata nell'oneroso compito di gestire l'elevata risoluzione di 2560x1080 pixel. All'interno della soluzione troviamo un TV Tuner e Windows 8 preinstallato. Nessuna menzione è stata fatta sul processore utilizzato, così come la presenza di una matrice multi-touch capacitiva sul display. Queste caratteristiche, e non solo, verranno annunciate ufficialmente al prossimo IFA di Berlino.

Nonostante il comunicato di LG, risulta evidente che la concorrenza si stia allontanando sempre più dal settore degli UltraWide, laddove LG sembra voler puntare in maniera decisa. Philips ha interrotto la produzione dei suoi televisori Cinema 21:9 lo scorso anno, e considerato l'approccio estremamente multimediale di una soluzione di questo tipo sembra logico supporre che nel mondo dei PC questo tipo di display faticherà non poco a trovare una reale collocazione nelle scrivanie degli utenti.

Secondo la stessa LG, l'UltraWide "consente un approccio al multitasking migliore con molto più spazio sullo schermo", visto che gli utenti possono suddividere tramite tecnologie proprietarie lo schermo in quattro parti diverse. Gli appassionati di cinema apprezzeranno indubbiamente la possibilità di guardare i film nel formato anamorfico in cui sono spesso girati senza ricorrere alle bande nere, ma se soluzioni di questo tipo non sono riuscite a sfondare nel settore televisivo, crediamo possano avere vita ancora più difficile in quello desktop.


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110 core per il nuovo processore del MIT, rivolto a desktop e dispositivi mobile

Written By Unknown on Sabtu, 31 Agustus 2013 | 17.25

Un processore da 110 core è stato sviluppato dal MIT (Massachussetts Institute of Technology) la cui tecnologia potrebbe essere inserita all'interno di sistemi desktop, così come su dispositivi mobile e server grazie all'architettura mesh volta ad ottenere la migliore efficienza energetica possibile.

Il nuovo processore, chiamato Execution Migration Machine, cerca di ridurre al minimo il traffico di dati interno al chip in modo da ottenere le migliori prestazioni possibili legate a un consumo energetico ridotto, come dichiarato da Mieszko Lis, studente post-laurea e candidato al dottorato di ricerca al MIT. Come riporta PCWorld, il progetto è stato presentato alla conferenza Hot Chips in California e si tratta di un microprocessore general purpose in fase ancora sperimentale: "Non è una tecnologia che puoi comprare per Natale", ha ironizzato Lis durante la presentazione.

Per ridurre il traffico dei dati all'interno del chip, l'intera cache del microprocessore è stata sostituita da un pool di memoria condiviso. Il processore prevede il trasferimento dei dati, riducendo il numero di cicli necessari per trasferire ed elaborare gli stessi. Un'architettura di questo tipo potrebbe essere applicata nei dispositivi mobile, ma anche all'interno di server database.

I ricercatori sostengono che le nuove tecnologie alla base del chip permettono di ridurre di 14 volte il traffico on-chip dei dati, ottenendo risultati eclatanti dal punto di vista del consumo energetico e della dissipazione del calore. In base ai primi test interni effettuati, il processore consentirebbe di avere il 25% di performance in più rispetto a prodotti della concorrenza, anche se non sono stati nominati modelli specifici per poter comprenderne le reali prestazioni.

Nonostante i maggiori produttori di processori si stiano sempre più allontanando dalla prospettiva di aggiungere sempre più core nei loro package, sembra evidente che l'iniziativa del MIT sia rivolta verso un'evoluzione sensibilmente differente. I ricercatori sono riusciti ad inserire 110 core in un package grande 10x10mm, costruito utilizzando un processo produttivo a 45nm.

Un'architettura mesh simile viene utilizzata da alcuni chip di Tilera, che possono arrivare sino a 100 core. Tuttavia Lis ha specificato che il nuovo processore non si basa sulle tecnologie di Tilera, né vuole esserne un successore.


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