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BigRock apre i primi corsi di Unity3D

Written By Unknown on Minggu, 14 April 2013 | 17.25

Dei corsi dedicati a chi vuole apprendere l'arte della programmazione di videogiochi, e farlo con una piattaforma particolare, Unity. BigRock, infatti, segnala che sono aperte le prime iscrizioni ai nuovi corsi di Games.

BigRock

È stato scelto Unity come base del corso perché è estremamente veloce, è un prodotto di qualità, multipiattaforma e perché offre un unico ambiente dove poter assemblare, creare e testare la propria scena. Ogni modello, con Unity, dal suo concept fino ai suoi primi passi, impiega pochissimo tempo e pochissimi click. L'ambiente di sviluppo di Unity, inoltre, integra un visualizzatore realtime di ciò che si sta progettando.

Il corso si protrae per una settimana e ha un prezzo di 800 euro + iva, stando ai dati forniti sul sito ufficiale della società.

"Perché introdurre questi nuovi corsi? Perché crediamo che sia il momento adatto per formare persone che vogliono inserirsi in un settore che continua a incrementare i propri numeri di anno in anno, con software sempre più accessibili che permettono di ottenere ottimi risultati con il minimo dispendio di risorse. E vogliamo farlo qui in Italia", ci scrive BigRock.

Quest'ultimo è un training center immerso nella campagna trevigiana dedicato alle nuove tecnologie della computer grafica attivo dal 2006. BigRock vanta numerosi clienti, partner e contatti importanti, tra cui Adobe e Autodesk, e i suoi corsi formano ogni anno più di 200 persone.

"Per partecipare al corso occorre avere le basi del 3D, ed avere, anche sommariamente, i concetti di logica per la programmazione. Il resto, ve lo spiegheremo noi attraverso le 40 ore di lezione, e le serate a base di pizza e videogiochi a BigRock", si legge sulla pagina del corso.


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Apple sborsa 53 milioni per patteggiare una causa collettiva

Apple ha deciso di accordarsi per il patteggiamento di una causa collettiva che accusa l'azienda di Cupertino di non aver onorato il suo piano di garanzia standard in un anno. Il patteggiamento prevede un esborso, da parte della Mela, di circa 53 milioni di dollari per rimborsare alcuni proprietari di iPhone e iPod touch.

Secondo quanto afferma Wired, che ha avuto l'occasione di visionare una copia dell'accordo, il patteggiamento è stato firmato dal rappresentante legale di Apple, Noreen Krall, e sarà depositato nelle prossime settimane presso un tribunale federale della California.

I querelanti della causa collettiva sostengono che Apple ha rifiutato di riparare o sostituire unità malfunzionanti di iPhone e iPod touch che sarebbero state danneggiate per via del contatto con l'acqua. I dispositivi di Apple sono provvisti di un indicatore di contatto con i liquidi posizionati alla base del jack delle cuffie, che cambia colore da bianco a rosa in presenza di acqua.

Sebbene le politiche di Apple affermino che il danno causato dall'immersione del dispositivo in un liquido vada ad annullare la garanzia del prodotto, il produttore dell'indicatore, 3M, afferma che in presenza di umidità l'indicatore potrebbe restituire un falso positivo.

I termini dell'accordo di patteggiamento prevedono che la Mela rimborsi tra i 105 ed i 300 dollari per dispositivo a seconda del tipo di danno sulla scheda logica, corrispondendo indicativamente al costo medio dell'operazione di riparazione. Il documento afferma inoltre che i sottoscrittori della causa collettiva possono avere la possibilità di richiedere un risarcimento maggiore, fino al doppio di quello valutato, a seconda del numero di richieste avanzate per ottenere la copertura della garanzia.


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Arriva il germanano: monostrati di germanio dello spessore di un atomo

Un gruppo di ricercatori della Ohio State University è riuscita a definire un nuovo metodo per la deposizione del germanio in monostrati, potendo così realizzare un materiale dalle prestazioni di gran lunga superiori a quelli del silicio e che rappresenta una alternativa di facile realizzazione anche rispetto ai materiali di prossima generazione come, ad esempio, il grafene.

Joshua Goldberger, professore della OSU, ha commentato: "Siamo stati capaci di realizzare il corrispettivo in germanio del grafene, un singolo strato idrogeno-terminato proprio come i materiali in grafene, ma molto più semplice da realizzare. Nel processo lo abbiamo trasformato da un materiale a banda proibita indiretta a un materiale a banda proibita diretta, rendendolo adatto anche per applicazioni ottiche". Il materiale è stato battezzato "germanano", imitando il nome di "grafano" che indica monostrati di grafene idrogeno-terminati.

Già altri ricercatori hanno cercato di fabbricare monostrati di germanio, ma hanno incontrato problemi simili a quelli della realizzazione dei monostrati di grafene e cioè la difficoltà di crescere reticoli cristallini puri su un intero wafer.

Il professore afferma di essere stato in grado di sintetizzare per la prima volta i reticoli cristallini di germanio idrogeno-terminato, grazie ad un processo di de-intercalazione topochimica: Goldberger ha interposto atomi di calcio tra monostrati di germanano, facilitando in questo modo la crescita su laga scala, dissolvendo quindi il calcio e riempendo i vuoti del reticolo con atomi di idrogeno allo scopo di impedire l'ossidazione. I ricercatori sono stati quindi capaci di esfoliare monostrati di germanano da sottoporre a test di laboratorio.

A differenza del carbonio (su cui si basa il grafene), il germanio può essere fatto crescere più facilmente utilizzando i macchinari per la produzione di semiconduttori. Goldberger sottolinea che il nuovo materiale potrà essere utilmente impiegato nella realizzazione di dispositivi optoelettronici e sensori avanzati, dal momento che la sua mobilità elettronica è cinque volte superiore a quella del germanio grezzo (ovvero circa 10 volte superiore a quella del silicio), con una banda proibita di 1,53eV, leggermente più elevata di quella dell'arseniuro di gallio.

Per certi versi si può parlare di un ritorno al passato, dal momento che il germanio è stato il primo materiale utilizzato per la realizzazione dei transistor, nelle prime sperimentazioni portate avanti nel corso del 1947 dagli AT&T Bell Labs. Sin da allora il silicio ha poi assunto il titolo di materiale d'elezione per la realizzazione di semiconduttori, anche se si segnala negli anni recenti un ritorno all'impiego del germanio per la realizzazione di rilevatori ottici analogici e ricetrasmettitori digitali ad elevate prestazioni.

Il prossimo passo dei ricercatori è la realizzazione di dispositivi funzionanti con il nuomo materiale e la sperimentazione di varie molecole di terminazione oltre all'idrogeno, che possano funzionare da droganti per enfatizzare proprietà elettriche ed ottiche. Attualmente il materiale risulta essere stabile fino alla temperatura di 75°C: anche su questo versante i ricercatori sperano di poter spingere questo limite ulteriormente verso l'alto per aprire la porta all'impiego del materiale in una più vasta gamma di impieghi.


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Samsung Ultrabook serie 9 Premium, ora con display Full HD

Written By Unknown on Jumat, 12 April 2013 | 17.25

Fin dal proprio esordio, gli Ultrabook hanno convinto per molti aspetti e meno per altri. Prendendo in considerazione i pochi aspetti poco graditi dal pubblico, escludendo il prezzo, al primo posto troviamo sicuramente la qualità del display, non certo in linea con tutte le altre caratteristiche e su cui i produttori han cercato di risparmiare maggiormente.

Certo, esistono e sono esistite eccezioni nella fascia medio-alta, ma ancora oggi nella fascia bassa Ultrabook è praticamente impossibile trovare una risoluzione differente dalla ben nota 1366x768 pixel, senza parlare della qualità spesso mediocre del pannello, a prescindere dal numero di punti. Differente è il discorso per i prodotti di fascia media e alta, dove stiamo assistendo ad aggiornamenti che prevedono un adeguamento qualitativo di questa componente.

Samsung

L'ultima in ordine di tempo è Samsung, che proprio in questi giorni ha presentato i nuovi modelli della famiglia 9 Premium con un display tutto nuovo.  Dotato di tecnologia Samsung SuperBright, il nuovo display promette una luminosità doppia rispetto ai tradizionali pannelli utilizzati, oltre a portare la risoluzione a ben 1920x1080 pixel.

Le altre caratteristiche della serie 9 Premium prevedono l'adozione di una CPU Intel Core i7-3537U (2GHz), 4GB di memoria e SSD 128GB( di ottima qualità, realizzato da Samsung stessa). Questo Ultrabook di casa Samsung viene realizzato con chassis in alluminio in pezzo unico, con un trattamento per evitare che rimangano impresse le "ditate".

Il prezzo non è certo popolare, 1399,00 Dollari USA (fonte Hothardware), ma costituisce sicuramente un'alternativa allettante per la fascia alta del mercato Ultrabook, anche in considerazione del nuovo display di qualità elevata e dell'SSD molto performante.


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Winamp Full

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Famoso player in lingua inglese, dal semplice utilizzo, è compatibile con i più diffusi formati audio e permette una elevata personalizzazione. Ben note sono le skins, cioè le vesti grafiche, che possono essere scaricate da vari siti per personalizzare il proprio winamp.
Quella proposta è la versione Full.


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Sony presenta i nuovi monitor OLED professionali, tra i quali un 4K

Sony presenta i nuovi monitor OLED professionali, tra i quali un 4K

"Sony ha annunciato di essere al lavoro sulla nuova gamma di monitor OLED dedicati al mercato del broadcating "

Sony è certamente uno degli attori di maggior peso nel mondo del broadcast ed ha infatti colto l'ocasione del NAB per poter mostrare nuovi prodotti e dichiarare quale sarà la linea che intende seguire per i prossimi tempi. Tra le altre cose ha presentato quella che sarà la nuova generazione di monitor professionali dedicati al settore.

La casa ha mostrato durante la fiera di Las Vegas due prototipi della nuova serie A di monitor OLED trimaster EL. Innanzitutto la prima cosa che salta all'occhio è la risoluzione dei pannelli: 4096x2160 per il 30" e 3840x2160 per il fratello maggiore da 56". Rispetto alla gamma precedente Sony dichiara avere migliorata la resa della riproduzione dei colori (variazioni cromatiche ridotte della metà) e soprattutto un angolo di visione di ampiezza maggiore.

La nuova gamma sarà costituita da quattro monitor di riferimento e due di visione; per quanto riguarda le tempistiche, il colosso giapponese si è invece limitato ad annunciare l'uscita del prototipo da 30" mostrato in fiera per anno prossimo.


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Filmati 4K a 1000 (mille!) fps per Phantom Flex4K di Video Research

Written By Unknown on Kamis, 11 April 2013 | 17.25

Filmati 4K a 1000 (mille!) fps per Phantom Flex4K di Video Research

"Phantom Flex4K di Video Research è una videocamera per riprese 4K ad alta velocità, in grado di spingersi a 1000 frame al secondo. In Full HD addirittura arriva a 2000 fps: eccola all'opera tra i pompieri del Connecticut"

4K e alti frame rate di ripresa sono certamente due tra i termini chiave nell'attuale mondo della ripresa video. Abbiamo recentemente visto le novità RED, con il nuovo sensore RED Dragon, in grado di registrare in 6K a 100fps, in 5K a 120 fps e in 4K a 200 fps, ma la nuova Phantom Flex4K di Video Research punta ad alzare l'asticella della competizione. Uno dei punti di forza di Phantom Flex4K è la registrazione di filmati 4K (4096x2160) a ben 1000 fps, con la possibilità quindi di riprodurre spettacolari immagini al rallentatore. Alla massima risoluzione (4096x2304 pixel) la ripresa raggiunge comunque 900 immagini al secondo.

Video Research ha reso disponibile un filmato ripreso con la nuova cinepresa digitale che mostra la vita dei pompieri di Glastonbury, Connecticut: le capacità di slow motion sono evidenti, così come la capacità di raccogliere i minimi dettagli:

Tra i dati interessanti c'è sicuramente anche quello relativo alle riprese Full HD 1920x1080 con un frame rate di 2000 fps, che salgono a tremila fotogrammi al secondo in risoluzione HD 720p. Completano i dati tecnici 64GB di memoria interna, connessione Bluetooth per controllo remoto, 2 uscite 3G-SDI per avere un unico segnale 4K o due segnali indipendenti 1080p con campionamento 4:4:4.


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Alimentazione fino a 100W e 10Gb/s, USB 3.0 cambia marcia

Già all'Intel Developer Forum di San Francisco 2012 si era parlato di nuove specifiche per USB 3.0, ma ora e voci si fanno molto più insistenti, anticipando di non molto la reale presentazione sul mercato. Come riportato da Xbitlabs, gli aggiornamenti riguarderanno sia la capacità di alimentazione di periferiche esterne, sia la bandwidth, rendendo quindi USB 3.0 più performante e con maggiori potenzialità in genere.

Gli adeguamenti di fatto colmeranno di molto il gap in termini di bandwidth con Thunderbolt, aprendo ad USB alcuni campi che per ora gli sono preclusi per limiti prestazionali. Ad onor del vero Thunderbolt nasce da un progetto congiunto Apple Intel per il settore professionale, motivo per cui questo standard non ha mai messo in crisi i prodotti USB. Se si considerano inoltre i costi veramente elevati per ottenere la licenza Thunderbolt, appare chiaro come USB di fatto non ne abbia praticamente mai subito la concorrenza.

In ogni caso USB si rinnova, raddoppiando la bandwidth (10Gb/s teorici contro gli attuali 5Gb/s) e permettendo di alimentare unità esterne fornendo fino a 100W. A cambiare saranno i cavi, sebbene il consorzio USB garantisca la piena compatibilità con gli standard precedenti. Detto in parole più semplici, si potranno collegare unità USB datate anche alle nuove porte USB 3.0 10Gb/s, senza avere problemi di operatività. Per sfruttare le nuove potenzialità invece serviranno unità realizzate con standard USB 3.0 10Gb/s e relativi cavi.

Nel 2013 si venderanno circa un miliardo di periferiche USB 3.0, motivo per cui la mossa di aggiornare l'interfaccia mantenendo la retrocompatibilità metterà le basi per confermare il successo di USB nel mondo IT anche nel futuro a breve e medio termine.


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Xbox next-gen: nuovi rumor su Kinect e 'always-online'

Come sa chi segue le notizie sull'Xbox di nuova generazione, i rumor sulla possibile presenza di un'opzione che richiede la connessione a internet per l'esecuzione dei giochi e delle app hanno generato un vero e proprio putiferio. Pare che Adam Orth, l'impiegato di Microsoft che aveva difeso pubblicamente questa funzionalità, andando esplicitamente contro il parere della massa dei giocatori, abbia lasciato la compagnia.

Xbox next-gen

Non è al momento chiaro se sia stato Orth a dimettersi o se sia stato invece licenziato. La stessa Microsoft aveva rilasciato un comunicato ufficiale per scusarsi delle dichiarazioni del suo ormai ex-impiegato: ""Ci scusiamo per i commenti innappropriati fatti da un nostro impiegato su Twitter. Questa persona non è un portavoce di Microsoft, e la sua visione personale non riflette l'approccio focalizzato sul cliente che Microsoft adotta per ogni suo prodotto o il modo con cui Microsoft comunica con i propri clienti. Siamo molto dispiaciuti se qualcuno è rimasto offeso da queste dichiarazioni. Al momento, tuttavia, non abbiamo alcun annuncio da fare riguardo alla nostra roadmap di prodotti e non rilasciamo ulteriori commenti".

"Ogni dispositivo oggi è 'always on'. Questo è ormai il mondo in cui viviamo", scriveva Orth su Twitter. Ma VGLeaks riporta ora nuove indiscrezioni, provenienti da sviluppatori che stanno già lavorando sull'SDK della nuova console, che contraddicono le precedenti, sostenendo, appunto, che la nuova Xbox non richiederà di rimanere costantemente collegata a internet per espletare le funzioni di base.

La mancanza della connessione, secondo l'ultimo rumor, non impedirà agli utenti di accedere ai contenuti locali, né tanto meno di eseguire software di seconda mano. D'altronde, appare controverso l'impiego di una funzionalità simile, alla luce del fatto che la console rivale, PlayStation 4, non bloccherà in alcun modo il mercato dell'usato.

VGLeaks conferma, inoltre, le voci che indicano che Microsoft è pronta a inserire sul mercato, nel corso del 2013, una versione di Xbox 360 più economica. Si tratterebbe più di un set-top media box che di una console vera e propria, con supporto per i giochi Xbox 360 e Xbla, ma con l'obiettivo di collocarsi nella finestra di mercato di Apple TV. Il costo di questa soluzione di Xbox 360, secondo VGLeaks, dovrebbe essere di $ 149 o inferiore.

La nuova Xbox 360, inoltre, non disporrebbe di lettore ottico, ma tutti i contenuti andrebbero scaricati in formato digitale. Tuttavia, collegando quest'ultima alla Xbox next-gen si otterrebbe la possibilità di far leggere i dischi dei vecchi giochi per Xbox 360 alla nuova console, mentre le elaborazioni verrebbero svolte dalla nuova 360. Come abbiamo riportato negli ultimi giorni, infatti, Durango avrà un hardware notevolmente differente rispetto alla console che l'ha preceduta, perché si passa da architettura PowerPC ad architettura x86, e questo impedirà di gestire la retrocompatibilità in hardware.

"Nel momento in cui viene inserito un disco Xbox 360 in Durango, la console chiederà all'utente di collegare il dispositivo di supporto che viene venduto separatamente. Mantenendo separati i due dispositivi si garantirà la competitività di prezzo per entrambi", si legge nel report di VGLeaks.

Quindi Microsoft avrebbe pensato di risolvere il problema della retrocompatibilità mettendo sul mercato un dispositivo di supporto supplementare, mentre, secondo report precedenti, Sony gestirebbe questa problematica attraverso soluzioni di rete.

Secondo rumor di qualche giorno fa, inoltre, Microsoft avrebbe dovuto mostrare la nuova console in un evento fissato per la fine di aprile. Ma, e lo conferma anche VGLeaks, ci sono state delle difficoltà, e si è dovuto provvedere a un posticipo dell'annuncio, che si dice adesso sia fissato per il 21 maggio. La nostra fonte sostiene che Microsoft non ha ancora "dispositivi fisici da mostrare" e che ultimamente ha modificato le specifiche della nuova console. Che abbia rimosso l' "always-online" in seguito alle incessanti critiche che ha ricevuto negli ultimi giorni sul web?

The Verge, invece, si è recentemente concentrato su Kinect di nuova generazione. Secondo il report, il sensore di nuova generazione di Microsoft sarebbe capace di seguire i movimenti degli occhi, oltre che quelli degli arti come succede con il sensore attuale.

The Verge vede Kinect di nuova generazione come parte integrante della nuova strategia di Microsoft relativa alle funzionalità TV. Il sensore sarebbe in grado di tenere traccia di diversi utenti contemporaneamente, e il tracciamento degli occhi permetterebbe di mettere in pausa i contenuti quando l'utente volge lo sguardo lontano dallo schermo.

Le funzionalità TV saranno un focus importante per la console di nuova generazione, che a quanto pare sarà in grado di ricevere il segnale TV attraverso l'ingresso HDMI, sovrapponendo le immagini TV all'interfaccia utente. Secondo il report, le nuove funzionalità saranno disponibili già al momento del lancio della nuova Xbox, ma il supporto esteso a questi servizi arriverà solamente nel post-lancio.


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Sempre più schermi touch nei notebook, ma attenzione ai prezzi

Written By Unknown on Rabu, 10 April 2013 | 17.25

La diffusione di sistemi notebook dotati di display con funzionalità touch è in continuo aumento, ma questa direzione del mercato potrebbe creare problemi di disponibilità ai produttori di sistemi. In particolare la tendenza a utilizzare display touchscreen anche in notebook destinati al segmento d'ingresso del mercato avrebbe quale effetto quello di mettere in difficoltà la catena produttiva, con dirette implicazioni sui prezzo.

Digitimes segnala come per un produttore di sistema Ultrabook il costo addizionale dato dall'implementazione della tecnologia touch in propri prodotti possa incidere per circa 70-80 dollari sul costo complessivo, rendendo ben più difficile quella progressiva riduzione nei listini delle soluzioni Ultrabook verso la quale Intel si cerca di spostare.

La terza generazione di sistemi Ultrabook, attesa al debutto a cavallo di metà anno con il debutto delle piattaforme Intel Core di nuova generazione basate su architettura Haswell, richiederà specificamente la presenza di uno schermo touch.

In questi ultimi mesi il numero di sistemi tanto Ultrabook come notebook tradizionali dotati di schermi touch è aumentato, ma sembra ancora difficile poter prevederne una diffusione anche in sistemi Ultrabook dal prezzo particolarmente aggressivo proprio in virtù dei costi addizionali che questa tecnologia implica.

Quello che è emerso recentemente è una diminuzione del prezzo minimo d'acquisto per le soluzioni Ultrabook, dinamica che ci si augura continuerà anche nei prossimi mesi e che dovrebbe permettere di ottenere una maggiore diffusione di questa tipologia di sistemi sul mercato.


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